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Ricette locali
i piatti più antichi della cucina elbana
Testi a cura
dell'Azienda Promozione Turistica dell'Arcipelago
Toscano
Riso
al nero di seppia - Gurguglione - Stoccafisso alla riese - Schiaccia
briaca - Schiacciunta - Corollo - Polpo
lesso - Sardine
ripiene
RISO
AL NERO DI SEPPIA
Ingredienti: gr. 600/700 di seppie,
prezzemolo, cipolla, aglio, gr. 500 di pomodori,
zenzero, olio, vino, sale, riso.
Pulire bene le seppie, avendo
cura di non rompere le vesciche del "nero"
(inchiostro), che vanno tenute da parte.
Tagliare le seppie a pezzetti e tritare
bene i tentacoli del ciuffo. Far soffriggere
in un bicchiere dolio poca cipolla
e quando è appassita aggiungere i pezzi
di seppia ed i tentacoli tritati. Far rosolare
qualche minuto, aggiungere un bicchiere
di vino bianco.
Quando il vino è evaporato, unire gr. 500
di pomodori pelati e passati, prezzemolo
ed aglio tritati, zenzero, sale e far cuocere
bene. Allungare, quando necessario, con
una tazza dacqua: il sugo deve risultare
piuttosto liquido per cuocervi il riso.
Quando la seppia è cotta, unire il riso
ed il "nero" delle vesciche e
girare bene. Durante la cottura del riso,
se il sugo si addensasse troppo, aggiungere
qualche cucchiaiata di brodo.
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GURGUGLIONE
Ingredienti: gr. 800 di peperoni verdi,
3 grosse melanzane, 2 zucchini, una cipolla
grande, basilico, prezzemolo, gr. 600 di
pomodori maturi.
Per la sua perfetta riuscita e necessario
adoperare verdura fresca. I peperoni verdi
vanno puliti del gambo e tagliati in 4 parti,
le melanzane e gli zucchini tagliati in
pezzi piuttosto grossi, i pomodori tritati
grossolanamente.
Tagliare la cipolla a fette sottili. In
una padella di ferro versare tutte le verdure
in due bicchieri dolio con un pizzico
di sale, basilico e prezzemolo tritati.
Coprire la padella e far cuocere prima a
fuoco vivo e poi moderato, sempre coperto,
in modo che la verdura cuocia nel suo liquido.
Servire ben caldo.
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STOCCAFISSO
ALLA RIESE
Ingredienti: Kg. 1.200 di stoccafisso ammollato,
cipolla, 500 gr. di pomodori, basilico,
prezzemolo, peperoncini verdi, pepe, olive
nere, pinoli, capperi, olio, parmigiano
grattugiato, sale.
Lo stoccafisso deve essere cotto in una
casseruola di terracotta. Tagliare la cipolla
a fette e farla soffriggere in un bicchiere
dolio. Appena comincia ad imbiondire,
aggiungere due o tre peperoncini verdi,
qualche foglia di basilico e un poco di
prezzemolo tritati, sale, pepe e 500 gr.
di pomodori pelati e passati piu il
sale. Lasciar cuocere bene il pomodoro e
quindi unire lo stoccafisso a pezzetti,
aggiungendo ancora un bicchiere abbondante
di olio. Aggiungere quindi olive nere e
pinoli a piacere, piu qualche cappero.
Abbassare il fuoco e far cuocere adagio
allungando con poca acqua calda alla volta,
quando necessario. Quando lo stoccafisso
è cotto, cospargerlo di parmigiano grattugiato.
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SCHIACCIA
BRIACA
Ingredienti: Kg. 1 di farina bianca,
gr. 500 di zucchero, gr. 200 di uva secca,
gr. 300 di frutta secca tritata (noci, mandorle,
nocciole), pinoli, due bicchieri dolio,
aleatico a piacere, un bicchiere di alchermes,
una noce di lievito di birra.

La sera preparate un piccolo pane con
il lievito di birra sciolto in un bicchiere
dacqua tiepida e con gr. 100 di farina
e lasciarlo lievitare tutta la notte, coperto
con un panno.
Mettere la farina sulla spianatoia, aggiungervi
il pane lievitato, la frutta secca tritata,
l'uva secca ammollata precedentemente in
acqua tiepida, lolio, laleatico,
l'alchermes.
Impastare il tutto, lavorando lungamente:
l'impasto deve risultare omogeneo e morbido.
Ungere una teglia rotonda con olio, foderare
il fondo con carta oleata, che copra anche
il bordo, ungere anche la carta oleata e
stendervi l'impasto.
Prima di mettere in forno, coprire l'impasto
con i pinoli. Cuocere in forno caldo per
40/45 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare
e disporre la schiaccia su di un piatto,
lasciando la carta sulla quale è stata cotta.
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SCHIACCIUNTA
Ingredienti: 3 uova, 300 gr di farina,
300 gr di zucchero, 100 gr di strutto, una
presa di lievito o un cucchiaino di bicarbonato,
scorza di limone grattugiata.
Sbattere in una zuppiera le uova, lo zucchero,
lo strutto, il lievito e la scorza di limone.
Per facilitare questo procedimento è bene
impiegare le mani e non la frusta come taluni
erroneamente fanno.
Il calore delle mani è utile per far sciogliere
lo strutto, favorendo altresì una ulteriore
ossigenazione allimpasto e agevolando
lincorporo della farina che dovrà
avvenire gradatamente fino ad ottenere una
bella pasta liscia ed omogenea.
Ungere e infarinare una teglia rettangolare
e versarvi limpasto. Una volta a Poggio
era consuetudine decorare la superficie
della schiacciunta imprimendovi dei cerchietti
con un ditale o con la fede del matrimonio.
Infornare a 180° per circa ¾ dora
e spolverare di zucchero semolato prima
di servire.
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COROLLO
Ingredienti: 500 gr di farina, 150
gr di burro, 300 gr di zucchero, 4 uova,
un bicchierino di liquore danice,
un bicchiere di latte, scorza grattugiata
di limone, una busta di lievito.
Disporre la farina a fontana nel cui cratere
verseremo le uova precedentemente sbattute
e il burro reso cremoso per mezzo del calore
delle mani.
Unire anche lo zucchero, il liquore, la
scorza grattugiata del limone e il bicchiere
di latte tiepido, nel quale avremo stemperato
il lievito chimico. Amalgamare il tutto
lavorando limpasto a lungo. Imburrare
ed infarinare una teglia da ciambella e
versarvi limpasto lasciandolo cuocere
a fuoco moderato (180°) per circa ¾ dora.
Dopo averlo sfornato, lasciar raffreddare
il corollo prima di servirlo spolverato
di zucchero a velo.

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POLPO LESSO
Ingredienti: 1 polpo di circa 1 Kg,
3 litri di acqua, sale, peperoncino.
Salare lacqua (tre volte la dose
usata per la pasta) insaporirla con il peperoncino
e portarla ad ebollizione.
Tuffare il polpo per tre volte con laiuto
di un forchettone per fargli prendere la
forma di una margherita e infine immergerlo
nellacqua, facendolo cuocere per circa
mezzora.
Spento il fuoco è necessario farlo riposare
nella propria acqua di cottura per circa
venti minuti ancora.
A Portoferraio si serve alla forchetta,
ossia si infilzano le granfie con una forchetta
e si mangia senza aggiungervi nessun altro
condimento. Volendo si può tagliare a pezzetti
e condire con olio, limone, sale, prezzemolo
e aglio.
Luso di battere il polpo con uno scalmo
per intenerire le carni è da considerarsi
più un rito propiziatorio di origini antichissime
che una vera necessità. Infatti il polpo
a causa delle sue sembianze è stato sempre
considerato il simbolo del mostro marino
per eccellenza e quindi battendolo con un
legno si simulava la lotta contro questa
misteriosa forza della natura.
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SARDINE
RIPIENE
Ingredienti: Sardine o acciughe fresche,
mollica di pane bagnata col latte, aglio,
prezzemolo, parmigiano grattugiato, sale,
peperoncino, olio di oliva, pomodori freschi
o pelati, uova.
Si squamano le sarde o le acciughe (meno
grasse) con laiuto di un foglio di
carta gialla inumidito passandole ripetutamente
dalla coda alla testa e si aprono tirando
la testa verso la coda dalla parte della
pancia, verranno via anche le interiora.
Attenzione a non dividere completamente
i due filetti. Se questo comunque dovesse
succedere i pesci inutilizzabili per essere
riempiti andranno a rinforzare il ripieno.
Si calcoli una dose generosa di dieci sarde
per ogni commensale. Il ripieno si ottiene
impastando filetti di sarde o acciughe macinati,
mollica di pane bagnata nel latte, un uovo
intero per ogni tre porzioni, parmigiano
grattugiato, aglio e prezzemolo tritati,
peperoncino macinato e sale.
Tutto va amalgamato perfettamente. Il ripieno
si dispone con un cucchiaio sul filetto
aperto delle sarde sovrapponendo laltro
a mo di coperchio. Dopo si passano
delicatamente in farina e nelluovo
e si friggono.
Le sardine o le acciughe possono essere
servite così, dorate e fritte, oppure rifatte
con una salsina di pomodoro profumata con
finocchio selvatico.
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